Al faro

Nato dall'esigenza della scrittrice di venire finalmente a patti con il proprio passato e di rivisitare con più serena e distaccata maturità gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza, il romanzo offre una sintesi esemplare delle caratteristiche più vistose della narrativa della Woolf: la sua preferenza per i climi e le atmosfere interiori rispetto alle trame complesse e articolate, il rimando segreto a una sorta di autobiografia dell'anima e delle emozioni, l'intenso sondaggio psicologico dei personaggi, soprattutto di quelli femminili.Gita al faro è diviso in tre parti (La finestra, The Window; Passa il tempo, Time Passes; Il faro, The Lighthouse), delle quali quella centrale, assai breve, ha la funzione di segnare un distacco, di scandire il fluire degli anni che consente il confronto tra due situazioni e ne sancisce insieme la diversità e il significato nascosto. Le figure principali del romanzo sono la ignora Ramsay, una donna dotata di una profonda e misteriosa intuizione che le permette una comprensione istintiva delle persone e delle loro intime urgenze (il suo personaggio e quello del signor Ramsay, autoritario e insicuro, sono modellati sui genitori della Woolf) e la pittrice Lily Briscoe, un'artista tormentata dall'incapacità di portare a termine una tela che le sta particolarmente a cuore. La famiglia Ramsay è in vacanza in un'isola delle Ebridi con gli otto figli e i numerosi ospiti tra i quali, oltre a Lily Briscoe, vi sono anche Minta Doyle e Paul Rayley, che in seguito si fidanzeranno, e William Bankes, che sembra aspi-rare alla mano di Lily.È l'inizio dell'autunno e la signora Ramsay promette al figlio minore, James, di portarlo l'indomani in gita al faro che ogni sera s'accende in lontananza. L'incertezza del tempo, che rischia di pregiudicare la gita, provoca nel gruppo un alternarsi di timori e di speranze e, con esso, un susseguirsi di conflitti e di riconciliazioni. In questo clima di inquietudine e di vago disagio cala la notte e si chiude la prima parte, con il piccolo trionfo del signor Ramsay, felice che la moglie gli abbia dato finalmente ragione, accettando la sua previsione secondo la quale l'indomani sarà un giorno di pioggia e di oscurità. Ma, nella vita della natura, ogni notte è seguita da altre notti e il buio si ripresenta continuo e puntuale. E, nella seconda parte, il grigiore e le tenebre si protraggono per lunghissimi anni, durante i quali la casa resta abbandonata come una conchiglia vuota ed è quasi sommersa da forze segrete e tenaci, decise a cancellare la presenza dell'uomo. La signora Ramsay muore all'improvviso, seguita nella tomba da due dei suoi figli. Quando, nella terza parte, i superstiti faranno ritorno sull'isola, tutto sarà profondamente diverso: la gita al faro, che pur si farà, avrà un altro significato e avrà luogo sotto il peso degli antichi ricordi e di quanto nel frattempo è accaduto. Seguendo con lo sguardo la barca del signor Ramsay e di suo figlio James, Lily Briscoe avvertirà con intensa nostalgia la qualità luminosa e pacificante della presenza della signora Ramsay in situazioni irrimediabilmente trascorse. La pittrice potrà allora finalmente portare a termine il suo quadro: un quadro rimasto incompiuto perché, anni prima, non le era riuscito di collocare in esso la signora Ramsay e il suo figlioletto. Capace adesso di una nuova comprensione, Lily saprà fare quanto anni prima le era parso impossibile. È non avrà importanza se un giorno, forse, l'opera finirà in soffitta. Anche lei, come l'amica scomparsa, ha avuto infine una sua «visione». In lontananza, la barca diretta al faro non si scorge più: il signor Ramsay e James hanno raggiunto la meta.