Il maestro e Margherita

Mosca, anni '30. Una sera, il giovane e mediocre poeta Ivan Bezdomnyj e il presuntuoso funzionario Berlioz vengono avvicinati da Woland, «professore di magia nera» (che risulterá essere Satana in persona), il quale controbatte le loro affermazioni sulla non-esistenza di Dio e del Diavolo, poi li fa «assistere» all'interrogatorio di Gesù da parte di Ponzio Pilato (primo capitolo di quel «romanzo nel romanzo» che si alternerá alle vicende dei protagonisti) e poi punisce Berlioz con una morte atroce e grottesca ad un tempo. Ivan, raccontando ciò che ha visto, viene preso per pazzo e rinchiuso in manicomio. Satana intanto s'insedia con i suoi aiutanti nell'appartamento del defunto Berlioz e, sempre sotto le mentite spoglie del professor Woland, semina il panico e il caos per la cittá, facendo apparire e scomparire oggetti e persone, provocando equivoci, denunce, arresti ed esplosioni di pazzia, in una scatenata girandola di colpi di scena. Contro la sua azione, che non è malefica, ma «punitiva» e mira a smascherare la furfanteria e la meschinitá di «proletari», piccolo-borghesi e burocrati, a nulla possono le pedanti indagini delle autoritá. Nel frattempo, in manicomio, Ivan conosce il Maestro, un professore di storia che, grazie ad una cospicua ereditá, ha lasciato l'insegnamento per scrivere un romanzo su Ponzio Pilato, sorretto e incoraggiato da Margherita, la donna di cui è innamorato. Poi però il rifiuto dell'editore e una campagna di stampa denigratoria contro la sua opera, definita «un'apologia di Gesù Cristo», lo hanno prostrato ed egli, dopo aver dato fuoco al manoscritto (di cui Margherita è riuscita a salvare solo una parte), distrutto e malato, si è fatto ricoverare, senza dar più notizie di sé a Margherita. Dopo un altro capitolo del romanzo su Pilato, in cui assistiamo alla crocifissione di Gesù, ci viene presentata Margherita. La donna, che non sa darsi pace per la perdita del suo amore, accetta un misterioso invito di Woland e, dopo un volo notturno a cavallo di una scopa, lo incontra e accetta di svolgere le mansioni di regina al gran ballo annuale di Satana. Come ricompensa ella chiede e ottiene la liberazione del Maestro, che si ritrova sbalzato fuori dalla clinica, tra le braccia di Margherita. Woland restituisce loro il manoscritto intatto «i manoscritti non bruciano») e Margherita ne legge gli ultimi due capitoli: il tentativo di Pilato di salvare Giuda e la sepoltura di Gesù. Ma la sorte dei due protagonisti è decisa: «dall'alto» Woland riceve l'ordine di condurre il Maestro (che «non ha meritato la luce, ha meritato la pace») alla sua ultima dimora, dove rimarrá in eterno con Margherita. I due bevono il vino che dá la morte e con i loro infernali amici lasciano Mosca volando su neri destrieri. Giunti alla montagna dove da duemila anni Pilato è prigioniero, condannato al rimorso e alla sofferenza, al Maestro è concesso di ridare finalmente la libertá al suo eroe, prima di congedarsi per sempre da Woland. A Mosca ritorna la calma, ma nelle notti di plenilunio Ivan Bezdomnyj ritroverá in sogno le immagini del Maestro, di Margherita e del quinto procuratore della Galilea, Ponzio Pilato.