Robinson Crusoe

La prima parte del romanzo (il cui titolo completo è : La vita e le strane, sorprendenti avventure di Robinson Crusoe, marinaio) si ispira alla vicenda di Alexander Selkirk, un marmaio scozzese vissuto in totale solitudine sull'isola Juan Fernandez dal 1704 fino al 1709, quando una nave di passaggio lo ricondusse in patria. Il comandante di questa nave, il capitano Woodes Rogers, scrisse una memoria (che Defoe certamente conosceva) in cui narra il suo incontro con Selkirk ridotto allo stato selvaggio e ormai quasi incapace di parlare.Crusoe (così si chiamava un compagno di scuola dell'autore), spinto dal desiderio di avventure, fugge di casa a diciotto anni e si imbarca a Hull. Malgrado un primo naufragio a Yarmouth non si scoraggia, anzi riprende immediatamente la via del mare e, dopo numerose peripezie, si stabilisce in Brasile e diventa proprietario di una piantagione. Ma l'antica irrequietezza lo induce ad abbandonare una vita priva di emozioni e ad imbarcarsi di nuovo per la Guinea. La nave incappa in una bufera e cola a picco di fronte a un'isola disabitata alla foce dell'Orinoco. Crusoe, unico superstite, raggiunge a nuoto la spiaggia.Nei mesi successivi al naufragio, in completa solitudine e servendosi dei pochi materiali recuperati (tra i quali alcuni fucili e l'immancabile Bibbia) costruisce una casa e un magazzino in posizione facilmente difendibile e li munisce di una solida palizzata. Con il trascorrere del tempo, Robinson diventa abilissimo nella fabbricazione di ogni oggetto domestico e nella confezione di abiti, e se nei primi tempi vive esclusivamente della selvaggina che riesce a procurarsi cacciando, in seguito, grazie alla sua instancabile opera di colonizzatore, può contare su abbondanti raccolti e sul latte e la carne fornitigli da un gregge di capre da lui stesso addomesticate. Riuscirá persino a costruire una barca rudimentale che gli consentirá di infrangere almeno parzialmente l'isolamento in cui vive. Dopo alcuni anni, la solitudine di Robinson è però turbata dalle periodiche incursioni sull'isola di una tribù di cannibali, dalle mani dei quali egli sottrae un povero selvaggio a cui dá nome Venerdì (dal giorno in cui avviene il salvataggio), che diventa un servitore ideale. Infine, una nave inglese getta l'ancora davanti all'isola, Robinson aiuta gli ufficiali e il comandante ad aver ragione di una parte dell'equipaggio che si era ammutinata e, dopo ventotto anni, due mesi e diciannove giorni, può ritornare in patria assieme al fido Venerdì.