I Vangeli

E' oggi una convinzione diffusa che i Vangeli non siano tanto «biografie» di Gesù, ma piuttosto testimonianze di fede. Il nucleo fondamentale, comune a tutti, è il racconto della passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo, a cui è anteposta la descrizione dell'attivitá, predicatoria e taumaturgica, in Galilea e del viaggio (o dei viaggi) verso Gerusalemme.Lo schema di base, almeno per i sinottici, è dato dal Vangelo di Marco, che inizia con la predicazione di Giovanni Battista nel deserto, il battesimo di Gesù e la tentazione di Satana (1,1-13). Una prima parte è dedicata al ministero in Galilea: la chiamata dei primi discepoli, le prime guarigioni a Cafarnao (l'indemoniato, la suocera di Pietro, vari ammalati), l'insegnamento nelle sinagoghe, la guarigione del lebbroso (1,14-45). Seguono in varie occasioni (guarigione di un paralitico, chiamata di Levi, digiuno dei discepoli di Giovanni e dei farisei, le spighe divelte di sabato, la guarigione dell'uomo dalla mano arida) controversie con i giudei (2,1-3,6). Gesù conquista le folle ed è riconosciuto dai demoni, si sceglie dodici discepoli, ma i suoi lo credono pazzo e gli scribi di Gerusalemme un indemoniato: Gesù risponde agli uni e agli altri e riconosce i suoi veri parenti in coloro che fanno la volontá di Dio (3,7-35). Poi racconta alla folla alcune parabole: il seminatore, la lampada sul moggio, il seme che cresce da sé, il granello di senape (4,1-34). Con quattro miracoli (la tempesta sedata, l'indemoniato di Gerasa risanato, risurrezione della figlia di Giairo, guarigione della donna che soffriva di flusso di sangue) suscita ammirazione e stupore (4,35-5,43), ma, quando si reca nella cittá natale, a Nazareth, si scontra con l'incredulitá dei suoi concittadini (6,1-6). Gesù si mette a girare di villaggio in villaggio. Manda gli apostoli in missione e intanto la gente si chiede chi egli sia: Erode crede che sia Giovanni risuscitato (lo aveva infatti fatto decapitare) (6,6b-29). Al ritorno dei discepoli, sulle rive del lago, moltiplica pani e pesci per 5.000 persone; nella notte raggiunge la barca camminando sulle acque e fa cessare il vento; sbarcato a Gennesareth, dovunque compie guarigioni (6,30-56), con i farisei e gli scribi discute sul puro e l'impuro (7,1-23). Si reca quindi nel territorio di Tiro e Sidone e qui guarisce una ragazza indemoniata; nella Decapoli guarisce un sordomuto; di nuovo moltiplica pani e pesci per nutrire 4.000 persone (7,24-8,9), ma i farisei gli chiedono un segno e i discepoli non riconoscono il miracolo compiuto (8,10-21). A Betsaida guarisce un cieco (8,22-26); andando verso Cesarea di Filippo chiede ai discepoli chi credano che egli sia e Pietro ammette che egli è il Cristo; allora egli preannuncia loro ciò che dovrá capitargli (8,27-33), poi ammaestra la folla (8,34-9,1). Sei giorni dopo, appare trasfigurato sul monte, tra Mosè ed Elia, a Pietro, Giacomo e Giovanni e parla loro di Elia (9,2-13). Guarisce un fanciullo indemoniato (9,14-29). Andando per la Galilea ancora predice la sua uccisione (9,30-32). Giunti a Cafarnao, dá insegnamenti ai discepoli (9,33-50). In Giudea, discute coi farisei sul matrimonio e sul divorzio (10,1-12), vuole che si lascino i bambini venire da lui (10,13-16), invita un giovane ricco desideroso di conquistare la vita eterna a vendere tutto e spiega i pericoli della ricchezza (10,17-31). Mentre salgono a Gerusalemme, per la terza volta parla della futura passione e ai discepoli ricorda il dovere del servizio (10,32-45). A Gerico guarisce il cieco Bartimeo (10,46-52). Entra trionfalmente a Gerusalemme su un puledro (11,1-10). Maledice il fico sterile (11,11-14) e, dopo aver scacciato i mercanti dal Tempio (11,15-19), di fronte al fico seccato, fa considerazioni sulla potenza della fede e sulla preghiera (11,20-26). Ha un contrasto con i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani e racconta loro la parabola dei vignaioli malvagi (11,27-12,12). I farisei lo interrogano sulla liceitá del tributo a Cesare (12,13-17), i sadducei sulla risurrezione (12,18-27), uno scriba sul primo comandamento (12,28-34). Egli parla nel Tempio del Messia, mette in guardia dai vizi degli scribi, loda l'obolo della povera vedova (12,35-44). All'uscita dal Tempio ne predice la distruzione e poi risponde a una domanda dei discepoli sul momento in cui avverrá e sul segno che l'annuncerá («discorso escatologico»: 13). Nel periodo della Pasqua, mentre è a Betania, l'unguento prezioso che una donna gli versa sul capo provoca scandalo; Giuda va a denunciarlo ai sommi sacerdoti, che giá lo ricercano (14,1-11). Celebra la Pasqua con i discepoli nell'ultima cena (14,12-25). Poi si ritira sul monte degli Ulivi a pregare (14,26-42); qui vengono ad arrestarlo e i discepoli fuggono (14,43-52). Gesù è condotto davanti al sinedrio e interrogato (14,53-65), Pietro intanto lo rinnega (14,66-72). Gesù è consegnato a Pilato e condannato alla crocifissione, mentre Barabba viene liberato (15,1-15). La condanna è eseguita: Gesù muore sulla croce e viene sepolto (15,16-47). L'indomani le donne si recano al sepolcro, ma lo trovano vuoto: un giovane vestito di bianco annuncia loro che Gesù è risorto e che lo vedranno in Galilea (16,1-8). Nel finale di dubbia autenticitá Gesù appare a Maria Maddalena, a due discepoli e agli undici apostoli, che manda in missione; poi sale al cielo (16,9-20).Questo nucleo ricompare sostanzialmente intatto anche in Matteo e Luca, ma con variazioni d'ordine, rielaborazioni e ritocchi formali, omissioni (soprattutto in Luca, che omette tutto Mc. 6,45-8,26), e con l'inserzione di altri materiali, o fusi con il racconto di Marco (in Matteo) o concentrati in grandi blocchi (in Luca). Entrambi hanno una parte precedente al racconto della predicazione del Battista e del battesimo di Gesù: Matteo inizia con la genealogia di Gesù Cristo a partire da Abramo, parla del fidanzamento di Maria e Giuseppe e dei dubbi di Giuseppe sulla sua sposa incinta, dubbi che vengono fugati da un sogno (1). Si sofferma sulla visita dei Magi al bambino, sulla fuga in Egitto e sulla strage degli innocenti ordinata da Erode (2). Luca ha una prefazione di carattere letterario, poi inizia dall'annuncio della nascita di Giovanni Battista a Zaccaria e dall'annuncio della nascita di Gesù alla vergine Maria, narra la visita di Maria ad Elisabetta, la nascita di Giovanni e la profezia di Zaccaria (1). Racconta estesamente le circostanze della nascita di Gesù e l'annuncio ai pastori, la presentazione al Tempio e le profezie di Simeone e Anna, l'episodio di Gesù dodicenne tra i dottori nel Tempio (2). Le parti che Matteo e Luca hanno in comune in più di Marco sono costituite, a parte la descrizione particolareggiata della tentazione di Gesù (Mt. 4,1-11; Lc. 4,1-13), l'episodio della guarigione del servo del centurione (Mt. 8,5-13; Lc. 7,1-10); l'ambasceria di Giovanni Battista dal carcere a Gesù (Mt. 11,2-19; Lc. 7,18-35), soprattutto da discorsi (detti e parabole). Matteo se ne serve per comporre i suoi caratteristici grandi discorsi: il discorso della montagna, con le beatitudini (5-7), le istruzioni agli apostoli (9,30-11,1), il discorso in parabole (13), la regola della comunitá (18), il discorso contro gli scribi e i farisei (23) e il grande discorso escatologico (24-25). In Luca tali materiali sono invece riportati in modo più frammentario e disperso. Tra i materiali comuni a Matteo e Luca e assenti in Marco: le parabole del lievito (Mt. 13,33; Lc. 13,20-21), della pecora smarrita (Mt. 18,10-14; Lc. 15,3-7), del banchetto (Mt. 22,1-14; Lc. 14,15-24), delle mine o dei talenti (Mt. 25,14-30; Lc. 19,11-27), del servo fedele e del servo malvagio (Mt. 24,45-51; Lc. 12,41-46); il «Padre nostro» (Mt. 6,9-13; Lc. 11,1-4); i precetti sul servire due padroni (Mt. 6,24; Lc. 16,13), su come seguir Gesù (Mt. 8,18-22; Lc. 9,57-62), sul perdono (Mt. 18,15; Lc. 17,3b-4); le minacce alle cittá della Galilea (Mt. 11,20-24; Lc. 10,13-15); il lamento su Gerusalemme (Mt. 23,37-39; Lc. 13,34-35).Particolari di Marco sono l'episodio dell'incredulitá dei parenti di Gesù (3,20-21), la parabola del seme che cresce da sé (4,26-29), le guarigioni del sordomuto della Decapoli (7,31-37) e del cieco di Betsaida (8,22-26), l'episodio del giovinetto che fugge al momento dell'arresto di Gesù (14,50-52). è inoltre caratteristico della sua impostazione il cosiddetto «segreto messianico», che si manifesta nel divieto che Gesù fa nella prima parte della sua missione di far conoscere i miracoli da lui compiuti.Si trovano solo in Matteo le parabole della zizzania (13,24-30; 36-43), della perla (13,44-46), della rete (13,47-50), del padre di famiglia (13,51-52), del servo crudele (18,23-35), degli operai della vigna (20,1-16), dei due figli (21,28-32); alcuni episodi relativi a Pietro (cammina sull'acqua: 14,28-31; Gesù gli consegna le chiavi: 16,17-19; la questione del tributo del Tempio: 17,24-27); la descrizione del giudizio finale (25,31-46); la morte di Giuda (27,3-10). è inoltre caratteristico di Matteo sottolineare, in varie occasioni della vita di Gesù, che si tratta di compimenti delle profezie antiche (cfr. 1,22-23; 2,5-6.15.17-18.23; 3,3; ecc).Sono specifici di Luca alcuni miracoli: la risurrezione del figlio della vedova di Naim (7,11-17), la guarigione della donna inferma (13,10-17), quella dei dieci lebbrosi (17,11-19); numerose parabole: il buon Samaritano (10,29-37), l'amico importuno (11,5-8), il ricco stolto (12,16-21), il figliuol prodigo (15,11-32), il fattore infedele (16,1-9), il ricco epulone (16,19-31), il giudice iniquo (18,1-8), il fariseo e il pubblicano (18,9-14); vari episodi: Marta e Maria (10,38-42); Zaccheo (19,1-10), l'interrogatorio davanti a Erode (13,6-12), i discepoli di Emmaus (24,13-35). Luca inoltre si caratterizza per il fatto che inquadra gran parte degli insegnamenti di Gesù nel «viaggio» verso Gerusalemme, che occupa tutta la sezione centrale del Vangelo (9,51-18,14); per il fatto che mostra un'attenzione particolare per la storia; per il fatto che rivela un interesse speciale per le donne, per i peccatori, per i poveri.Il Vangelo di Giovanni ha varie parti in comune con i sinottici, soprattutto nel racconto dell'ultima settimana. Ma il piano dell'opera è diverso: ridotto appare lo spazio del ministero in Galilea e, mentre nei sinottici Gesù si reca una sola volta a Gerusalemme e vi resta una settimana alla fine della quale viene ucciso, in Giovanni i pellegrinaggi sono almeno tre e il terzo dura circa sei mesi; di conseguenza, anche la durata complessiva del ministero di Gesù risulta piuttosto diversa (un anno nei sinottici, due anni e mezzo o tre in Giovanni). In Giovanni i racconti sono quasi soltanto un pretesto per grandi discorsi che trattano uno o più temi in forma di dialogo; Gesù, più che parlare del Regno, parla molto di se stesso, dei suoi rapporti col Padre, della sua missione. Mancano in Giovanni elementi essenziali per i sinottici: il discorso della montagna, le parabole, l'invio dei Dodici in missione, il Padre nostro, la Trasfigurazione, il discorso escatologico, le guarigioni di lebbrosi e indemoniati (in genere i miracoli sono pochi), vari discorsi contro farisei e scribi, l'istituzione dell'eucarestia, ecc. Alcuni episodi importanti hanno una collocazione molto diversa: ad esempio, la purificazione del Tempio avviene all'inizio dell'attivitá di Gesù (2,14-16) invece che alla fine. Ampi sono poi i materiali suoi propri: a parte il prologo di carattere teologico (1,1-18), troviamo solo qui le nozze di Cana (2,1-12), il colloquio con Nicodemo (3,1-21), l'incontro con la Samaritana (4,1-42), l'episodio della piscina di Betsaida (5,2-47), il discorso sul pane di vita (6,26-59), tutta la sezione di Gesù alla Festa delle capanne, con l'insegnamento nel Tempio (7,1-52), l'episodio dell'adultera (7,53-8,11), il discorso sulla propria missione e la contesa con i giudei (8,12-59), la guarigione del cieco dalla nascita (9,1-41), il discorso sul buon pastore (10,1-21); Gesù alla festa della dedicazione del Tempio (10,22-39); la risurrezione di Lazzaro (10,40-11,54); l'episodio della lavanda dei piedi (13,1-20); l'ultimo discorso ai discepoli (14-17), con la promessa di inviare lo Spirito Santo, il dono della pace, l'identificazione di se stesso con la vera vite, le predizioni sul futuro, la preghiera al Padre; l'episodio di Tommaso (20,24-29); l'apparizione del Risorto sul lago di Tiberiade (21,1-14).