Viaggio al termine della notte

Il personaggio principale, Ferdinand Bardamu, è un giovane studente di medicina che si arruola volontario durante la Grande guerra. L'orrore dei campi di battaglia, le fatiche e le sofferenze ai limiti della sopportazione, ma soprattutto l'assurditá demenziale di quanto sta accadendo, lo inducono in breve tempo ad assumere un atteggiamento di totale disimpegno e di feroce critica nei confronti della societá e ad occuparsi esclusivamente della propria incolumitá. Nel campo di battaglia, durante una ricognizione, incontra un certo Robinson, personaggio molto simile a lui per mentalitá, una specie di doppio inquietante da cui Bardamu è insieme attratto e ossessionato, che riapparirá regolarmente nel corso delle sue travagliate vicende, quale presenza reale sovente inopportuna e fantasmatica polarizzazione simbolica. Ferito gravemente alla testa, Bardamu conosce lo squallore degli ospedali e, infine smobilitato, trascorre la convalescenza a Parigi dove, vivendo di espedienti, in uno stato di indigenza quasi totale, frequenta Lola e Musyne, due figure di donna moralmente abiette che lo tradiscono per dichiarati motivi di tornaconto personale. Spinto dal bisogno e da un'irrequietezza patologica, Bardamu passa in Africa al servizio di una compagnia commerciale. L'esperienza, tra le più atroci, per i disagi fisici e l'alienazione mentale che ne consegue, lo mette a contatto con il mondo avido dei coloni e la passivitá degli indigeni. Divenuto agente coloniale a Bikominco, un avamposto dell'interno, abbandonato da Dio e dagli uomini, Bardamu scopre di essere andato a sostituire proprio Robinson. Poco dopo, nell'impossibilitá di sopportare la natura africana, gravemente ammalato, ridotto ad una parvenza di se stesso, dá fuoco alla propria capanna e scappa a Tapeta, capitale dello stato immaginario di Rio del Rio. Ma anche qui la crudeltá degli uomini non gli dá tregua: un prete, fingendo di interessarsi del suo stato di salute, lo vende come schiavo-rematore per un galeone, l'Infante Combita, in partenza per l'America. Appena raggiunte le coste degli Stati Uniti, Bardamu fugge e si stabilisce a New York, dove vive un periodo di desolante isolamento morale in seno ad una societá che sente più che mai ostile. Incontra Lola che gli fa l'elemosina, in nome del loro passato, ma soprattutto per liberarsi di lui, Robinson che lo aveva preceduto di poco in America ed infine Molly, una prostituta, forse il solo personaggio poetico di questo romanzo in cui tutto e tutti sembrano coalizzati contro il protagonista, che sempre più sprofonda in una sorta di cupa paranoia. Stanco dell'esperienza americana, ritorna in Francia, dove riprende gli studi, si laurea in medicina e inizia la professione a Rancy, un quartiere popolare della periferia parigina. Medico a suo modo coscienzioso, ma paralizzato dalla propria inquietudine esistenziale, ridotto alla fame perché incapace di farsi pagare dai suoi malati, Bardamu fa una serie di esperienze per lo più fallimentari con una variegata clientela di relitti umani. Tra questi, la famiglia Henrouille che pretende da lui un certificato per internare la madre del capofamiglia. Egli rifiuta; di lì a poco riappare Robinson nel ruolo dell'assassino prezzolato, che però fallisce il colpo e si ferisce gravemente al viso. Abbandonato Rancy, Bardamu ricomincia a vivere allo sbando fino a quando un collega, Parapine, gli procura un lavoro nella clinica psichiatrica del Dott. Baryton, clinica che finirá per dirigere allorché quest'ultimo, in preda alla confusione mentale, abbandona il suo posto e si mette a vagabondare per l'Europa. Robinson, dopo aver fatto il sorvegliante della cripta di Saint-éponime a Tolosa assieme alla sua vittima designata, la signora Henrouille che riesce finalmente ad uccidere spingendola giù per le scale, quasi completamente guarito dalle sue ferite, riappare a Parigi e chiede asilo a Bardamu che lo ospita nella clinica. La vicenda si conclude con la morte di Robinson ucciso dalla sua amica Madelon, ponendo così fine a questo viaggio reale e simbolico insieme il cui fine ultimo, ipotizzato lucidamente fin dall'inizio del percorso, è la corsa verso la morte.