Ferdydurke

Il protagonista del romanzo, la cui azione è tutta svolta in chiave grottesca e di non senso, è uno scrittore, Momo, che, avendo scritto un libro, Memorie dei tempi dell'immaturitá, rifiutato perché giudicato non maturo, si vede risospinto, pur essendo ormai sulla trentina, nella condizione di adolescente. Così, dal professor Pimko, insulsa figura di precettore sicuro di sé che si propone di ridurre gli uomini in uno stato di ebete infanzia, è riportato a scuola, in un mondo caratterizzato da un'immaturitá farcita di idiozia, volgaritá e violenza. Momo cerca invano di sottrarvisi. Per vincere le sue resistenze, Pimko lo mette a pensione dalla famiglia Giovincelli, il cui stile di vita è tutto improntato a modernitá, perché si innamori della giovane liceale Zutka, sportiva e disinibita, idolo dei genitori, e resti in tal modo legato ad una condizione di adolescenziale immaturitá. Così avviene. Senonché, Momo, visti fallire i suoi tentativi di passare per «moderno», ordisce un piano per scalzare la sicurezza della ragazza e della famiglia, mandando, a nome della ragazza, un biglietto con l'invito ad un appuntamento notturno in camera sua a Kopedia, amico di Zutka, e al professor Pimko. Il piano riesce e si conclude in un gigantesco parapiglia che coinvolge tutti. Momo, così liberato, si allontana dalla cittá e a lui si unisce un compagno di scuola, Mientus, desideroso di recarsi in campagna, alla ricerca dell'uomo incorrotto, per fraternizzare con esso. Cápitano così nella tenuta degli zii di Momo, personificazione della vecchia e vuota nobiltá terriera. Qui, Mientus incontra il suo ideale di uomo in un giovane servo, ma i suoi tentativi di fraternizzare naufragano, non intesi dal servo e interpretati dai «signori» come depravazione o agitazione sociale. Tuttavia in questo modo saltano i rapporti di subordinazione che legano i contadini ai padroni e i servi irrompono di notte nella casa dei proprietari, in una mischia generale. Momo fugge dalla casa degli zii e, incontrando per strada la cugina Isabella, la trascina con sé, fingendo di rapirla perché di lei innamorato e timoroso di un rifiuto da parte dei suoi genitori, per dare una giustificazione alla sua fuga. Spietata dissacrazione del provincialismo intellettuale e dei complessi nobiliari della Polonia dell'anteguerra, Ferdydurke si pone tra i risultati più validi dello sperimentalismo che animò la letteratura polacca negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale.