Fedra

La vicenda è la stessa dell' -> Ippolito di Euripide, ma con notevoli differenze nella costruzione dell'intreccio; esse hanno fatto supporre che Seneca si sia ispirato prevalentemente all'altra tragedia euripidea intitolata ad Ippolito (il cosiddetto Ippolito velato), per noi perduta.La scena si svolge ad Atene. Nel prologo Ippolito, giovane figlio del re Teseo e di un'Amazzone, dá istruzioni ai compagni per un'imminente battuta di caccia ed innalza una preghiera a Diana, la vergine dea cacciatrice al cui culto egli si è votato. Dopo la sua partenza entra in scena Fedra, sposa di Teseo, che lamenta l'assenza del marito infedele, sceso negli inferi con l'amico Piritoo per rapire Proserpina. Fedra è agitata da una folle passione per il figliastro Ippolito e invano la nutrice, in un lungo contraddittorio, tenta di convincerla a soffocare quell'insano desiderio. Il primo coro canta la furia distruttrice di Amore, dio che accende e soggioga uomini, dè i, animali. Per alleviare la malattia d'amore che affligge Fedra spingendola al delirio, la nutrice si risolve ad un colloquio con Ippolito in cui esorta il giovane a vivere secondo natura, a non reprimere gli istinti, a godere le gioie dell'amore. Ippolito risponde con l'elogio della sua vita libera e pura, nella solitudine della natura selvaggia, lontano dai vizi e dai delitti di cui sono causa e strumento le donne, che egli aborre. Sopraggiunge Fedra che, dapprima per mezzo di velate allusioni, poi in modo esplicito, dichiara al giovane il suo amore. Ippolito, inorridito, la respinge sguainando la spada che getta poi a terra mentre fugge. La nutrice allora, per salvare l'onore della padrona, accusa Ippolito di aver tentato di violentare la matrigna, e indica nell'arma la prova del misfatto. Il secondo canto corale celebra la splendida bellezza d'Ippolito, bene fragile e pericoloso, che lo condurrá a rovina. Entra poi in scena, reduce dagli inferi, Teseo; egli apprende da Fedra la falsa accusa e maledice il figlio, invocando su di lui da Nettuno, suo padre, la più terribile punizione. Dopo un breve canto in cui il coro constata amaramente che il vizio trionfa e l'innocenza soccombe, un messaggero narra a Teseo la morte di Ippolito: un mostro marino suscitato da Nettuno l'ha fatto precipitare dal carro ed il suo corpo, trascinato dai cavalli atterriti, è stato orrendamente straziato. Dopo l'ultimo coro - una riflessione sulla repentina catastrofe abbattutasi sul re - Fedra, disperata per la morte del giovane amato, confessa la sua colpa e si uccide. Teseo, sconvolto, si abbandona ai lamenti, accingendosi a dar sepoltura ai resti informi del figlio, a stento ricomposti.