Roman de la rose

Il poema si apre con la narrazione di un sogno che Guillaume de Lorris dice aver fatto sui vent'anni: in un mattino di primavera, in pieno rinnovarsi della natura, mentre passeggiava in campagna lungo un chiaro fiume, egli si trovò di fronte a un alto muro, su cui spiccavano personaggi orrendi: Odio, Fellonia, Invidia, Avarizia, Vecchiaia, Tristezza; oltre il muro s'intravedeva un seducente giardino. Preso dal desiderio di entrarvi, il giovane bussa a una porta che gli viene aperta da una fanciulla, Pigrizia, e questa lo avvia al verziere di cui è signore Piacere, e dove lietamente danzano Cortesia, Letizia, Bellezza, Dolce Sguardo e Amore in persona, scortato da Franchezza e Cortesia. Guillaume visita il giardino meraviglioso dove crescono piante di ogni specie e dove sotto un pino riluce la fontana di Narciso, in fondo alla quale giacciono due blocchi di cristallo; qui si rispecchia tutto il giardino, e curvandosi Guillaume scorge su un rosaio un bocciolo, che subito arde dal desiderio di cogliere. In quel momento Amore gli scocca un dardo e lo rende suo schiavo, quindi impone all'amante tutti i dettami di comportamento non solo morale ma anche esteriore, e gli fa presenti le prove dolorose che lo attendono. Lasciato solo, l'amante si avvia alla conquista della Rosa, ben protetta da Pericolo, Mala Bocca, Vergogna, Paura, e qui cominciano le difficoltá e i contrasti; sotto il velo dell'allegoria sono analizzate le varie fasi dell'innamo-ramento; finalmente l'amante riesce a deporre un bacio sulla Rosa, ma Gelosia, avvertita da Mala Bocca, fa innalzare un muro intorno alla Rosa e imprigionare Buon'Accoglienza, amico e sostenitore del poeta. Sui gemiti di questo termina la prima parte del romanzo che, nell'intenzione dell'autore, doveva essere un codice di amore cortese destinato alla societá raffinata del tempo suo, e in cui non mancano pagine vive e delicate che denotano quale buona conoscenza Guillaume avesse del cuore umano. è incerto se egli intendesse concludere felicemente con la conquista della Rosa i travagli dell'amante; comunque Jean de Meun interpretò il romanzo come incompiuto e con tutt'altro spirito gli diede un lungo seguito. Ripresa nel punto lasciato in sospeso da Guillaume, l'azione prosegue con l'arrivo di Ragione che viene a consolare l'Amante in un colloquio piuttosto prolisso (ca. 3.000 versi), dopo di che questi va a trovare Amico e ne ascolta i consigli che lo riconducono a Dolce Parlare e a Dolce Pensare, per cui egli si avvia sul sentiero di Troppo Donare; rientra allora in scena Amore che decide di porre l'assedio alla torre dove è racchiuso Buon'Accoglienza; in 10.000 versi o poco più si svolge la vicenda guerresca per liberare Buon'Accoglienza, con arringhe di Amore ai suoi fedeli: Liberalitá, Cortesia, Falso Sembiante (di cui non si può fare a meno per vincere) e con ripartizione dei vari compiti, fino a che si arriva allo scioglimento; Mais Bocca è strangolata, Vergogna e Paura fuggono, la torre è incendiata; Buon'Accoglienza liberato concede all'Amante di cogliere la Rosa.