Alla ricerca del tempo perduto

Dalla parte di Swann. Il romanzo si apre sulle fantasticherie notturne del protagonista-narratore, un uomo di cui ignoriamo l'etá esatta. Tra i ricordi d'infanzia ch'egli evoca nelle sue ore di insonnia, ce n'è uno che gli si presenta con particolare insistenza: è quello di una sera d'angoscia durante la quale la madre, occupata ad intrattenere un ospite, Swann, rifiutò di salire nella sua camera a dargli l'abituale bacio della buona notte. Questo ricordo, che risale a una delle estati trascorse dal narratore in campagna, presso la prozia Léonie, con i genitori, resta per molti anni l'unica immagine ch'egli abbia conservato di quel tempo. Un giorno, però, assaggiando casualmente una petite madeleine inzuppata nel tè , egli sente riaffiorare in sé una folla di sensazioni dimenticate: richiamato alla luce da un sapore conosciuto nei giorni remoti dell'infanzia, il passato risorge, tutto il microcosmo di Combray rivive animato, luminoso, quasi tangibile. Grazie a questa miracolosa resurrezione, dovuta alla memoria involontaria, veniamo introdotti nel mondo di Combray; un mondo che ruota, come la corte del re Sole, attorno alla figura dispotica della zia Léonie, invalida piena di manie che si diverte a seguire, dalla camera in cui vive reclusa, tutti i pettegolezzi della minuscola cittadina. Tra i rari avvenimenti che movimentano a Combray le vacanze del narratore bambino vi sono le passeggiate, orientate ora verso la tenuta di Swann, un amico borghese dei genitori, ora verso la più fascinosa strada di Guermantes, dominata dal castello dei signori feudali del luogo. Il protagonista bambino, le due strade paiono i simboli di due mondi destinati a non incontrarsi mai: il mondo della borghesia, in cui vive Swann, israelita e figlio di un agente di cambio, sposato con una donna dal passato non del tutto limpido e padre di una deliziosa bimba coetanea del narratore, Gilberte, e il mondo dell'aristocrazia, circondato da un alone di prestigio e di leggenda. Tra gli abitanti di Combray c'è anche un vecchio maestro di musica, Vinteuil, modesto, timido ed eccessivamente pudibondo; rimasto vedovo, si dedica totalmente all'educazione di una figlia che, vivendo pubblicamente e scandalosamente con un'amica, lo fará morire di dolore. Dopo la morte di Vinteuil che - lo apprenderemo solo più tardi - era in realtá un grande compositore, il narratore assiste non visto ad una scena enigmatica e straziante: la figlia di Vinteuil e la sua amica profanano, nel corso di un incontro erotico, un ritratto del musicista. Questa scena, che venne giudicata inutilmente scabrosa quando uscì Dalla parte di Swann, avrá ripercussioni molto importanti sul destino futuro del protagonista. Conclusa l'evocazione del mondo di Combray, che occupa la prima parte di Swann, la narrazione fa un passo indietro; la seconda parte, intitolata Un amore di Swann (Un amour de Swann) racconta l'incontro tra Swann e la sua futura moglie, due anni prima della nascita del narratore. Swann è un figura di esteta al tempo stesso seducente e sterile; ama le arti, ha una notevole erudizione, ma non passerá mai dal piano della vita a quello dell'arte. Spiritoso e raffinato, frequenta i Guermantes e la loro cerchia aristocratica; ma per uno scherzo del destino troverá il più grande amore della sua vita in un ambiente infinitamente più volgare, nel «piccolo clan» dei Verdurin, commercianti arricchiti con pretese intellettuali. è nel loro salotto che la sua superficiale simpatia per la demi-mondaine Odette de Crécy si trasforma in una passione dolorosa ed esclusiva; basta che Odette per una sera non si faccia trovare, che susciti in lui con un'assenza imprevista un sentimento di angoscia, perché il destino di Swann sia segnato. Egli amerá Odette, pur tanto inferiore a lui intellettualmente e socialmente, e la gelosia alimenterá incessantemente il suo amore, rendendolo tormentoso e invincibile. Swann finirá con lo sposare Odette qualche anno dopo, quando ormai non l'amerá più; e riporrá ogni speranza e ogni affetto nella figlia Gilberte. Tra le figure minori che popolano il salotto dei Verdurin, e che torneranno nelle parti successive del romanzo, ci sono il pomposo professore di storia Brichot, il pittore Elstir, detto Biche, il medico Cottard, timido e curioso, e il mediocre Forcheville, rivale di Swann. Tutti sono succubi dei modi tirannici di madame Verdurin, che affetta un amore sviscerato per le arti e un odio profondo per gli aristocratici frivoli e mondani, ma è divorata da uno snobismo segreto che è la sua passione dominante. è proprio nel salotto dei Verdurin che Swann ha modo di riascoltare una sonata che giá lo ha colpito in passato, eseguita al piano da un protetto di madame Verdurin; egli ignora che il Vinteuil che ne è l'autore è l'oscuro musicista da lui conosciuto a Combray. Una frase della sonata diviene, per lui e Odette, «l'inno nazionale del loro amore». La terza parte di Swann, intitolata Nomi di paese: il nome (Noms de pays: le nom) evoca per noi le fantasticherie suscitate nel narratore adolescente dai nomi dei luoghi in cui vorrebbe recarsi: Firenze, Venezia, Parma gli offrono, racchiuse in poche sillabe, immagini quintessenziali più seducenti di ogni realtá concreta. Il suo desiderio di conoscere dal vero ciò che a quei nomi corrisponde è così intenso che, alla vigilia di partire per un viaggio in Italia, si ammala per l'emozione, e deve restare a Parigi. Durante la convalescenza gioca, ai giardini degli Champs-Elysées, con Gilberte Swann, e se ne innamora: tutta la sua vita è permeata dell'immagine della fanciulla, che ai suoi occhi conferisce un fascino straordinario a tutto ciò che la circonda. Anche Odette, che i genitori del narratore non acconsentono a frequentare, assume per lui il prestigio di una creatura soprannaturale: la sua eleganza quando attraversa il Bois de Boulogne diventa, nelle ultime, struggenti pagine del romanzo, il simbolo di un'epoca intera, dell'ultimo decennio dell'Ottocento, quando le carrozze non erano state ancora sostituite dalle automobili e gli abiti femminili erano costruzioni splendide ed elaborate.All'ombra delle fanciulle in fiore. La prima parte, Nel giro della signora Swann (Autour de Mme Swann), ci mostra Swann, alquanto declassato dal suo matrimonio, che per compiacere la moglie frequenta il mondo ufficiale e non fa più che sporadiche comparse nel clan dei Guermantes, precluso ad Odette. Il narratore, dopo il suo viaggio mancato, vive una nuova esperienza deludente: mandato a teatro per ammirare la celebre attrice Berma in Phè dre, non riesce a trarre dallo spettacolo alcun piacere, perché la realtá si discosta troppo dalle sue aspettative, dalle sue fantasticherie, e anche perché è come paralizzato da un desiderio troppo intenso. Un'altra delusione è per lui la conoscenza di Bergotte, scrittore profondamente ammirato, che non corrisponde in nulla all'immagine che il narratore si era fatta di lui sulla base dei suoi libri. La seconda parte del romanzo, Nomi di paese: il paese (Noms de pays: le pays) ci conduce a Balbec, sulla costa normanna, dove il narratore viene mandato in compagnia della nonna. è proprio sullo sfondo di Balbec che compaiono alcuni tra i personaggi più importanti della Ricerca : il giovane Robert de Saint-Loup, un Guermantes, nipote di madame de Villeparisis, amica d'infanzia della nonna del narratore, e il barone di Charlus, fratello del duca di Guermantes e zio di Robert, pieno di aristocratica alterigia. Robert diventerá l'amico più caro del narratore, che è come affascinato da un gruppo di fanciulle dalle maniere sbrigative e sfacciate: la «piccola banda». Spicca tra di esse, con gli occhi ridenti e le guance color geranio, Albertine Simonet. Dapprima incerto tra le diverse fanciulle della piccola banda, il narratore corteggerá finalmente Albertine, ma senza troppa convinzione. Quando finalmente il suo soggiorno a Balbec volgerá al termine, egli misurerá tutta la distanza tra la Balbec che aveva sognato, selvaggia e deserta sulle rive del mare in tempesta, e la Balbec reale, popolata da una folla elegante e variegata; la pittura di Elstir, che fissa sulla tela, conferendole una sorte di eternitá, la bellezza frivola della Balbec mondana, lo aiuterá a comprendere l'infinita complessitá dei rapporti tra realtá e fantasia, tra vita vissuta e bellezza.I Guermantes. Tornato a Parigi, Marcel si trova ad abitare un appartamento che occupa un'ala del palazzo dei Guermantes. Il fascino della duchessa, che giá lo aveva colpito a Combray, agisce nuovamente su di lui: se ne crede innamorato, si fa trovare costantemente sul suo cammino. Ogni suo sforzo è vano: solo quando la duchessa gli sará divenuta indifferente, riuscirá a farsela presentare e verrá trattato da lei con estrema benevolenza. Prima che questo avvenga, egli si reca a Donciè res, dove è di stanza come ufficiale di cavalleria Robert de Saint-Loup: il mondo della guarnigione lo affascina, e la strategia gli si rivela come una scienza sottomessa alle stesse leggi necessarie che reggono l'amore, la gelosia, tutti i rapporti umani. Tornato a Parigi, il narratore viene presentato da Robert alla sua amante, Rachel, una giovane attrice piena di pretese intellettuali: con stupore egli riconosce in lei una prostituta che gli è stata offerta più volte da una mezzana. Come Swann, anche Saint-Loup è vittima della soggettivitá dell'amore, che trasfigura l'oggetto amato. Poco a poco il narratore comincia a penetrare nel mondo dei favolosi Guermantes: assiste ad un ricevimento di madame de Villeparisis, viene ora vezzeggiato ora strapazzato dal signor di Charlus, per motivi che gli restano oscuri, infine viene invitato ad una cena dai duchi di Guermantes che lo ammettono definitivamente nella loro cerchia. Conosciuti da vicino, però, essi perdono ogni fascino, ogni mistero: alla fantasia esaltata del narratore non possono offrire che una nuova delusione. Tra gli episodi della vita mondana del protagonista che formano la maggior parte de I Guermantes si colloca, con un forte effetto di contrasto, l'episodio della malattia e morte della nonna; il narratore assiste all'agonia straziante della persona che forse lo ama più di chiunque al mondo senza rendersi pienamente conto della perdita che lo colpisce. Anche un altro personaggio che ci è familiare sin dal primo volume, Swann, è gravemente malato, si sente prossimo a morire: l'indifferenza della duchessa di Guermantes, sua intima amica, di fronte a questa rivelazione ci mette crudamente davanti all'egoismo che permea i rapporti umani dietro l'ingannevole superficie della cortesia mondana.Sodoma e Gomorra. Si svela finalmente, a questo punto, il mistero del comportamento bizzarro del barone di Charlus, dei suoi isterismi, dei suoi mutamenti di umore: è un omosessuale che nasconde dietro atteggiamenti di esasperata virilitá una natura segretamente femminile, dietro un orgoglio luciferino un bisogno segreto di venir umiliato e di soffrire. Questa natura profonda del suo carattere verrá pienamente in luce nel corso della sua relazione con Charlie Morel, bellissimo violinista senza scrupoli. Ma è l'intera societá, a tutti i livelli, che in questa parte della Recherche si rivela invasa segretamente dalla omosessualitá maschile e femminile: aneddoti e rivelazioni di moltiplicano, non c'è quasi personaggio che non sia coinvolto in qualche relazione ambigua. Il narratore si reca di nuovo in vacanza a Balbec: qui sente risorgere in sé, lancinante, il ricordo della nonna, e per la prima volta comprende veramente di averla perduta. è il fenomeno delle «intermittenze del cuore», grazie al quale il calendario dei fatti non corrisponde a quello, tutto soggettivo, dei nostri sentimenti. A Balbec il narratore ritrova Albertine e frequentano insieme il «piccolo clan» dei Verdurin, in vacanza sulla costa. Il narratore è ormai stanco del suo flirt con Albertine, quando la fanciulla gli rivela di conoscere intimamente l'amica della figlia di Vinteuil: sconvolto dalla gelosia, egli la conduce con sé a Parigi e progetta di sposarla per placare il proprio violento bisogno della sua presenza.La prigioniera. La convivenza con Albertine è al tempo stesso per il narratore necessaria e tormentosa: ogni assenza della fanciulla provoca in lui le torture più strazianti della gelosia, mentre la sua presenza, a volte, lo annoia e lo fa sentire a sua volta prigioniero. Albertine ha probabilmente una vita segreta, che il narratore intravede attraverso le sue menzogne, ma sulla quale non raggiunge mai nessuna vera certezza. Spinto dal desiderio di conoscere l'amica della figlia di Vinteuil, che dovrebbe intervenire ad un concerto dai Verdurin, il narratore vi si reca: vi apprende la notizia della morte di Swann e ascolta un'opera inedita di Vinteuil, il Settimino, che gli sembra additare, al di lá della caducitá, l'esistenza di qualche cosa di più reale. Il concerto è l'occasione di un litigio tra Charlus e il suo protetto Morel, sobillato dai Verdurin: cacciato in malo modo, il barone inizia la parabola della sua decadenza, che si concluderá nel Tempo ritrovato. Un'altra morte di cui il narratore apprende la notizia è quella dello scrittore Bergotte, alla cui opera, però, sembra promessa l'immortalitá: si fa strada il tema dell'arte che può vincere il tempo, la caducitá, la morte. L'amore, invece, non è che sofferenza; stanco dei tormenti della gelosia, il narratore crede di desiderare che Albertine si allontani da lui. Ma la notizia dell'improvvisa partenza della ragazza, una mattina, lo sconvolge profondamente.La fuggitiva. Poco dopo la sua fuga, Albertine muore in un incidente. Il narratore non si trova, dopo la sua morte, libero dalla propria gelosia, ma è dilaniato da una gelosia retrospettiva molto più crudele, perché non è più dato all'oggetto amato di placarla. Il tempo e l'oblio, tuttavia, trionfano di tutto: nei confronti di Albertine il narratore giunge gradualmente all'indifferenza. Il romanzo si chiude con la notizia di due matrimoni che sconvolgono l'immagine statica che il narratore aveva, nella prima giovinezza, delle gerarchie sociali: la nipote di un umile sarto e factotum di Charlus sposa un marchese, mentre Robert de Saint-Loup sposa la figlia di Swann, Gilberte, che è stata adottata dal secondo marito della madre, Forcheville, e fa di tutto perché nessuno serbi memoria del suo vero padre, l'ebreo Swann.Il tempo ritrovato. Il romanzo si apre con il ritorno del narratore sui luoghi della sua infanzia, a Combray; egli ripercorre con Gilberte strade che dovrebbero esser per lui cariche di ricordi, ma non prova nulla. A questa delusione se ne aggiunge un'altra: la lettura di alcune pagine inedite del Journal dei Goncourt che descrivono con accenti lusinghieri il mediocre salotto dei Verdurin, induce il narratore a considerare con estrema diffidenza l'attivitá letteraria e a rinunciare ad essa senza troppi rimpianti. Per curarsi i nervi, egli si ritira per alcuni anni in una casa di cura, da cui esce nel 1916. Trova il volto di Parigi profondamente mutato dalla guerra; in un'atmosfera apocalittica il barone di Charlus si aggira per le strade deserte, di notte, cercando avventure che lo trascinano sempre più in basso, sino a farsi flagellare incatenato in un bordello. Saint-Loup, rivelatosi anche lui omosessuale, muore eroicamente al fronte, mentre Mme Verdurin ed altri cinici arrivisti riescono a penetrare nell'alta societá con l'aiuto delle loro ingenti ricchezze e di un patriottismo ostentato quanto insincero. Dopo un nuovo soggiorno di alcuni anni in casa di cura, il narratore, finita la guerra, viene invitato ad un ricevimento dai principi di Guermantes; tale ricevimento servirá a Proust per mostrare da un lato le trasformazioni subite da una societá nel corso di un ventennio, dall'altro una sorta di crisi salutare del suo eroe, che scoprirá la propria vocazione di scrittore. Gli invitati sembrano al narratore travestiti da vegliardi per un sinistro ballo in maschera; gli sfilano davanti ricordandogli implacabilmente il potere distruttore del tempo. Ma esiste una forza che si oppone a questo potere: è la memoria involontaria che fa risorgere, grazie ad alcune sensazioni improvvise, davanti agli occhi del protagonista abbagliato, Venezia e Balbec, più vere del vero. In un mondo ormai degradato, in cui il posto della principessa di Guermantes è stato preso dalla volgarissima madame Verdurin, il narratore scopre la propria vocazione, il proprio compito: evocare e decifrare il passato con la guida della memoria spontanea, e fissarlo in un'opera letteraria che sfidi l'erosione del tempo.